Vendere uno studio odontoiatrico:
domande frequenti su valutazione e cessione

Gli studi professionali sono valutati considerando:

  • reddito normalizzato (EBITDA);
  • dipendenza dalla figura del titolare – quanto i pazienti sono fidelizzati al dentista proprietario piuttosto che alla struttura;
  • stabilità del portafoglio pazienti – numero di pazienti attivi, frequenza di ritorno e continuità delle cure in corso.

Il metodo più diffuso è quello del multiplo dell’EBITDA normalizzato: al reddito operativo dello studio viene applicato un moltiplicatore che varia in base a fattori come dimensione, redditività e solidità della struttura.

EBITDA significa Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization, ovvero utile prima degli interessi, delle imposte, degli ammortamenti e degli accantonamenti. È l’indicatore che misura la redditività operativa di un’azienda, cioè quanto guadagna dalla gestione caratteristica prima di considerare: interessi finanziari, tasse, ammortamenti e svalutazioni.

Tipicamente in 5–7 fasi.

  1. Ricerca del target
  2. Valutazione preliminare
  3. Offerta non vincolante (LOI)
  4. Due diligence
  5. Contrattualizzazione (SPA)
  6. Closing
  7. Integrazione e Affiancamento

Un periodo di affiancamento nella cessione di uno studio odontoiatrico è cruciale per:

  • trasferire la fiducia dei pazienti;
  • garantire continuità clinica;
  • ridurre il rischio di perdita di ricavi;
  • favorire l’integrazione organizzativa.
  • Minimo: 12 mesi
  • Ottimale: 24–36 mesi

La durata dipende dal peso del titolare nel fatturato, dalla complessità della struttura e da eventuali accordi contrattuali (earn-out, retention).

Sono interessati a rilevare uno studio dentistico:

  1. fondi di Private Equity;
  2. gruppi odontoiatrici (DSO), per perseguire l’espansione territoriale e l’integrazione operativa;
  3. operatori sanitari multispecialistici, con il fine di porre in essere sinergie con altre discipline;
  4. imprenditori/aggregatori locali;
  1. dentisti, di due tipologie:
    • Professionisti che rilevano uno studio già avviato dopo anni di collaborazione;
    • Professionisti che hanno già acquisito uno o più studi e puntano a costruire una piccola rete locale nel raggio di 15–20 km.

Uno studio dentistico in vendita è maggiormente attrattivo se presenta:

  • processi standardizzati, presenza di un clinic manager e forma societaria;
  • un buon rapporto fatturato per poltrona (80.000 € – 200.000 € annui) e una buona redditività;
  • un trend di fatturati stabile o, ancor meglio, in crescita e un buon mix di discipline odontoiatriche.

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